Sandro Bastioli si trasferisce giovanissimo in Svizzera, dove inizia a dipingere da autodidatta: la passione per il disegno si manifesta già nell'infanzia. Tornato in Italia, si stabilisce a Milano e affina la tecnica alla libera Accademia di Pittura di Bovisio Masciago, sotto la guida del professor Cino Balleri.
Il suo percorso segue le tappe classiche della pittura: prima il nudo femminile, a olio e a sanguigna, poi i paesaggi umbri, riprodotti con precisione meticolosa, infine la natura morta di stile caravaggesco, con cui inizia a farsi conoscere.
Tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta avviene la svolta decisiva. La pietra entra con prepotenza nei suoi quadri: sassi levigati dal fiume, lastre di marmo, muri antichi. I nudi femminili diventano statue, poi frammenti di statue, per infine scomparire quasi del tutto. Nasce così il suo iperrealismo, mitigato da una sensibilità classica che non lo abbandonerà mai.
Nel 2000 apre la stagione culturale de La MaMa Gallery di New York, nell'East Village, sotto la guida della fondatrice Ellen Stewart. Seguono mostre personali in Germania, a Schwetzingen, e in Norvegia, alla Galleria Tonne di Oslo. Nel 2015 le sue opere entrano al Museo d'Arte Moderna di Spoleto, Palazzo Collicola, in una selezione che gli vale la copertina di Artribune.
Le sue opere sono state raccontate da Corriere dell'Umbria, La Nazione, Elle Decor e Artribune, tra gli altri. Nel 2023 riceve il titolo di Ambasciatore Doc Italy per l'Arte umbra.